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| Dal demo "Cenere Bianca (Brucia fino in fondo!)" (Marzo 2005) |
I miei occhi vedono tutto
Ciò che
è scritto
E cercano
nuvole rosse
Di veloce
passaggio!
Tra le
molecole - voci –
Giungo
vivo al giardino
Dove si
sogna e festeggia
Della
fiamma che arde ancora
Un
liquore distillato dal male
Mi prende
e sconvolge
Odio!
Rovina! Distruzione!
Cado in
una spirale di follia,
Non sono
solo ma sto per morire!
Cosa
dovrei chiedere,
Se ti
piace la notte?
Se la
luna ti acceca
E se la
tua presunzione
Non ti
darà mai la possibilità
Di vedere
oltre…
Cosa
dovrei dire,
Se sei tu
la ragione?
Di
continui deliri
E di mie
presunzioni…
Ma non ti
darò
Mai la
possibilità di vedere oltre…
Giace
oziante la mia anima,
Blocca il
suo fatal cammino!
Momenti
di realtà miscelati ad altri surreali,
Vedo solo
il nero su cui è scritto di me…
Siamo
schiavi di astratte menti,
Pervase
da nebbie di ricordi!
Simboli
abbandonati, miagolanti
La mano
scrive e parla di me…
Il mio
sangue diventa inchiostro
Loro ci
vedono entrare!
Ma
conservo ancora i tuoi occhi nella conchiglia!
Corpi
invasori in folti boschi
Strade
con petali insanguinati!
Resti,
marciume, tutto è sommerso da fiumi invasati…
Macabro
segno nel mio mondo rassegnati all’oscurità
Domande
con infinite risposte
Si
sveglia! Fa paura!
Si aggira
nell’ombra sporco di fango e sangue
Spaventa
l’Essere!
Vomita
versi in lingue dimenticate
Condannato
all’incomprensione!
Vendetta!
Affamato di paura
Condannato
all’immortalità!
In mille
pezzi la statua del re diavolo,
Cadrà
sotto l’artiglio per la sua agoniata libertà!
Brezza di
morte traccerà il sentiero di chi lo abbandonerà
E di chi
resterà!
Liquido
che scorre… Demone materializzato!
Il sangue
di un uomo ad immolare la sagra effigie!
Con alle
spalle un sontuoso tramonto le tre sagome
Dal
malefico ghigno puniranno l’ennesimo traditore!
La notte
del sacrilego è tempestata da incubi…
Fatti di
mani e maschere che lo tormenteranno…
Fuga non
ci sarà, la contesa ha inizio!
Sotto le
luci che si abbassano…
Il
fondale accoglie la vecchia violenza!
Fresca
linfa di giustizia nella giungla quadrata
Marasma
di vendicativi corpi sul candido tappeto
Dove
sempre poggerà un bieco sguardo!
La fatica
è tradita dai pochi tratti del viso
Ciò non
importa, no!
Ora la
folla ha un nuovo simbolo
Che dal
calice della vittoria brinderà sanguinante!
Striato e
imponente la sua figura cade…
Tenere
voci lo incitano a rialzarsi!
Si
schiude l’embrione di luce,
Alle
porte del mattino dove naufragano i sogni!
Rituale
che si è rotto nell’adagio delle orme
Spende e
spande il proprio eco fra ululati e distorsioni!
Produce
fruscii nell’erba e mefistofeliche visioni!
I profeti
hanno detto
“Nel
boato del dolore si levano illusioni!”
I profeti
hanno parlato fra le gocce che virano sulla Terra
Tutto è
passato a immagini sfocate dai raggelanti sensi
Dove
streghe e maghi hanno gettato sinistre risa!
Dieci
tarocchi sul tavolo sono!
Fasci di
fuoco bruciarli dovranno!
Là dove
i cuori grondavano d’angoscia
Io dormo
su ripidi monti che la mia mente ha ammassato!
I cicli
rievocano numeri adornati di ombre…
Riti,
cerimonie e incantesimi
Nel
diciassettesimo giorno!
I profeti
hanno detto
“Il
giorno e la notte si spezzeranno!”
I profeti
hanno parlato fra le mura di antichi manieri!
Riaffiorano
dalle scie del tempo
Sagome di
paura e stupore
Mi
colpiscono al ventre distogliendomi dai miei sensi…
Un
semplice sole mi costruisce
Le ali
dei ricordi, semplici e puri
Spezzate
da notti dai magici aloni
Giravolte
di facce nel mosaico della nostalgia
Non più
beata, ma crepata dai miei errori e da odio!
Io
generatore di tutti i mali
Bagnato
da cascate di luce rossa!
Ingoio,
boccheggio, affogo! Nelle liquide vanità!
Colate di
sangue a plasmare l’uomo che verrà!
Il taglio
è l’unico punto di unione con l’umanità,
La fiamma
del rancore mi stringe, mi brucerà!
Sono
pronto sai, ora guarderò nella stoltezza che ho!
Lacerare
dovrò pianto e follia e nuovo feto sarò!
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