PROG STORY
Progressive... L'etimologia della parola stessa
riporta subito a progresso, e quindi ad uno sguardo in avanti, in questo caso
musicale e culturale. Il progressive ha avuto infatti il merito di abbattere le
presunte sconnessioni fra i vari generi musicali, e percorrere strade artistiche
che hanno generato schemi sonori composti da trame fittissime, dove il jazz, il
blues, il rock, la musica etnica e quanto altro ancora, si univano in uno
sconcertante connubio.
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Dal punto di vista prettamente
tecnico-esecutivo, il progressive risulta essere una delle branche
musicali più intricate, dove ogni singolo musicista porta all'estremo
ogni forma di solismo, attingendo quindi dalla più classica tradizione
fusion. Definire il punto di partenza di questa "esperienza" musicale è impresa molto difficile, poiché tanti sono gli artisti che prima che il termine progressive venisse coniato, avevano intuito alcune soluzioni, abbattendo i muri apparenti fra i vari generi. |
Molti considerano i King Crimson, band di nazionalità britannica, e il loro primo capitolo discografico ("In The Court Of The Crimson King"), come il primo vagito del progressive (anche se questo ultimo era ancora molto legato alla psichedelia e al beat anni '60), ma così si andrebbe a sconsiderare il lavoro svolto precedentemente da storiche band come Pink Floyd, Led Zeppelin, Blue Cheer e dall'immenso Franz Zappa, fautore della follia musicale più iconoclasta.
Inoltre c'è da dire che il progressive è contenuto da varie diramazioni e
stili, confermando così la sua grande versatilità e il suo potere di
rigenerarsi oltre le mode musicali che il tempo impone. E' quindi essenziale
distinguere il progressive nei seguenti sotto-generi: soft-progressive,
sperimental-progressive e prog-metal.
Anche l'Italia ha dato i natali a gruppi fondamentali per la scena progressive,
piazzandosi così in una posizione di assoluto prestigio nella scena prog-rock.
FINE
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