Il 1979 vede l'uscita di "The Wall" un doppio album composta quasi
interamente da Roger Waters; ci sono molti riferimenti autobiografici (la
perdita del padre in guerra, il rapporto con la madre possessiva, le donne, il
pubblico) e canzoni, "The Show Must Go On" ad esempio, che parlano di
Barrett.
Ne segue un tour che ad ogni data proponeva l'esecuzione per intero del disco;
durante il concerto veniva costruito un muro che alla fine della prima parte
isolava materialmente il pubblico dal gruppo, al termine l'esplosione
rappresentava la fine di questo stato d'animo.
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Al disco segue un film girato da Alan Parker e interpretato da
Bob Geldof; qui vengono create immagini che riproducono sulla tela il pensiero
di Waters.
"The Wall" è l'ultimo disco che vede il gruppo con una formazione a
quattro; infatti Wright decide di restare solo come collaboratore in seguito
alla dittatura creata da Waters all'interno della band. Esce "The Final
Cut" (1983), dal titolo molto significativo ("Il taglio finale");
possiamo considerare il disco in due modi: o come ultimo album dei Pink Floyd o
come album solista di Roger Waters.
I Pink Floyd sono sull'orlo dello scioglimento; Gilmour e Mason decidono di
portare avanti il progetto da soli (ufficiali) ma Waters non vuole cedere i
diritti del nome. Dopo molte battaglie giudiziarie i due riescono a tenere i
diritti del nome e pubblicano due album (nel secondo Wright, che aveva sempre
collaborato, ritorna come membro effettivo); i dischi sono "A Momentary
lapse of Reason" (198 )e "The Division Bell"(1994).
Il tour nella seconda metà degli anni '80 e quello degli anni '90 sono
spettacoli di musica, luci ed effetti speciali che portano i Pink Floyd a girare
il mondo (dando la possibilità anche a me di vederli a Modena nel settembre del
'94).
Sono passati più di 35 anni dall'uscita del primo album e nonostante le varie
vicissitudini i Pink Floyd sono andati avanti, mentre altri gruppi (Doors, Queen
e molti ancora) dopo la perdita del leader sono stati costretti a sciogliersi.
Mi piace dividere (musicalmente parlando) lo stile dei Pink in quattro fasi:
la prima fiabesca, la seconda psichedelica, la terza progressive e infine rock;
la caratteristica è quel marchio che Loro sono riusciti a dare ad ogni singola
nota, tanto da renderli riconoscibilissimi tra innumerevoli gruppi.
FINE
Marcello Pisconti
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